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		<title>Pulire il pesce. Parte 2</title>
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La rimozione delle pinne si 
pratica essenzialmente per motivi estetici: un pesce destinato a essere portato 
in tavola intero si presenta piu&amp;#39; ordinato ed attraente con coda e pinne 
accuratamente spuntate ed e&amp;#39; piu&amp;#39; facile da servire e da gustare. Se il pesce 
ha pinne particolarmente spinose e&amp;#39; bene eliminarle prima di procedere a 
qualunque altro preparativo, ma se deve essere bollito intero, e&amp;#39; meglio 
togliere le pinne a cottura ultimata, quando si staccano facilmente con le dita. 
La pinna dorsale e le altre grandi pinne sono saldamente unite alla polpa di 
lische. Nel caso di pesci destinati ad essere diliscati occorre togliere sia le 
pinne che le lische sottostanti.
 
Quando eliminare le 
squame
 
A parte qualche eccezione fra le 
quali vanno incluse la famiglia degli squali e quella delle anguille tutti i 
pesci hanno le squame. In molte specie queste sono piccole e formano parte 
integrante della pelle, in altre per esempio nel pagello, nella carpa e nel 
cefalo, sono grandi cornee. Fortunatamente non sono saldamente attaccate alla 
pelle e si possono rasciare facilmente con un coltello a lama seghettata o con 
un apposito strumento chiamato leva squame.
 
Due tecniche per 
eviscerarli
 
Vi sono due sistemi fondamentali 
per eviscerare il pesce: dal ventre e dalle branchie. Il primo sistema è il piu&amp;#39; 
rapido ed e&amp;#39; oggi il piu&amp;#39; usato in quanto particolarmente adatto quando il pesce 
deve essere diliscato o ridotto a filetti; il secondo e&amp;#39; meno comune e serve 
solo  quando si intende servire il 
pesce intero in bellavista perche&amp;#39; , appunto, consente di conservarlo intero.
 
Frizer o frigo?
 
Una volta pulito. il pesce va 
conservato in frigorifero fino al momento di utilizzarlo. Se il periodo previsto 
prima dell&amp;#39;uso supera le 24 ore, e&amp;#39; consigliabile congelare il pesce, 
avvolgendolo in pellicola trasparente. Il pesce cosi&amp;#39; preparato può essere 
conservato per un massimo di 2 mesi.
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		<title>Pulire il pesce. Parte 1</title>
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Untitled 1

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I pesci con sezione tonda od 
ovale raggruppano la maggior parte delle specie sia di mare sia di acqua dolce, 
e comprendono pesci di dimensioni e valore assai diverso fra loro. Ne fanno 
parte, per esempio pesci piuttosto costosi e raffinati come l'orata, il 
branzino, il dentice, il pagello, l'occhiata, la triglia e il salmone, molto 
ricercati dai consumatori e altri piu' popolari che pero' non sono da meno, in 
quanto a qualita', valore nutritivo e gusto. Citiamotra questi la trota, le 
alici e le sarde, gli sgombri, il cefalo e il nbasello, che fanno parte della 
tradizione culinaria regionale italiana ancor piu' delle specie pregiate. Questi 
pesci inoltre sonon reperibili per buona parte dell'anno e vi sono tra loro 
alcune qualita' per le quali si ottengono ottimi risultati negli allevamenti 
ittici, che hanno ormai raggiunto livelli qualitativi quasi perfetti. Fra queste 
c'e' il branzino, l'orata, il salmone, la trota. In genere bisogna calcolare che 
il pesce, e in particolare quello a sezione tonda od ovale, dopo la pulizia e 
l'eliminazione di testa, lische, pinne, coda e interiora e la riduzione in 
filetti, ha una resa del 45-50% rispetto al peso del pesce intero. Fa eccezione 
il salmone, che a causa della sua testa piuttosto piccola, ha una resa 
superiore. Per questo motivo, quando si acquista il pesce, bisogna calcolare un 
peso doppio rispetto alla quantita' che si vuole utilizzare. Per preparare il 
pesce e cucinarlo qualunque tipo di cottura si preveda, intero, con la lisca, a 
filetti o tagliato a fette, il pesce per prima cosa deve essere pulito. La 
maggior parte del pesce proveniente dalla pesca di altura viene sventrata prima 
ancora di essere portata a riva, ma il pesce pescato a riva o di acqua dolce 
viene generalmente venduto intatto. La prima cosa da fare dopo l'acquisto è 
quindi pulirlo. Talvolta a richiesta, e' il pescivendolo stesso che esegue 
questa operazione, ma e' importante impararne bene tutte le fasi!




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		<title>Cucinare il pesce</title>
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Il pesce sta riscoprendo un 
ruolo di primo piano nelle cucine italiane, con consumi che aumentano anno dopo 
anno in modo significativo, grazie anche alla sempre maggiore produzione di 
prodotti surgelati di ottima qualità, che permettono di limitare la spesa. Così, 
le stesse persone che fino a ieri attendevano la cena al ristorante per poter 
gustare questo squisito alimento, oggi scoprono il desiderio di cucinarlo e 
gustarlo a casa.
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		<title>Gustosa ricetta per cucinare le vongole</title>
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	Oggi mi sono rimesso tra i fornelli per cucinare 
	questo delizioso piatto estivo (ma anche no), facile da preparare ed è come
	cucinare gli spaghetti allo scoglio ma piu&amp;#8217; semplice dato che ci sono 
	solo le vongole.
	La preparazione e&amp;#8217; molto facile, non richiede grande esperienza e il 
	risultato e&amp;#8217; ottimo, l&amp;#8217;importante e&amp;#8217; avere a disposizione delle buone 
	vongole (non congelate e possibilmente fresche) e lavarle bene per togliere 
	la sabbia che rovinerebbe il nostro piatto da cucinare.
	
	
	
	
	
	Ingredienti per cucinare questa ricetta per 2 persone:
	
	1kg di vongole da sgusciare
	1 spicchio d&amp;#8217;aglio
	1 mazzetto di prezzemolo
	Spaghetti (i migliori sarebbero De Cecco perche&amp;#8217; piu&amp;#8217; grossi del normale e 
	piu&amp;#8217; ruvidi)
	Peperoncino q.b.
	Vino bianco q.b.
	Olio q.b.
	
	 
	
	
	Prendiamo uno spicchio d&amp;#8217;aglio, o due piccoli, dividiamoli a metà e 
	mettiamoli in una pentola abbastanza grande da contenere le vongole che 
	devono aprirsi. Aggiungiamo una spruzzata di vino bianco, le vongole chiuse 
	e fate cucinare bene il tutto a fuoco medio/alto fino a quando le 
	vongole non saranno aperte.
	
	E&amp;#8217; importantissimo recuperare l&amp;#8217;acqua che si sara&amp;#8217; formata, quindi appena 
	pronte le vongole, procuratevi in cucina un pentolino e un passino con la 
	grana molto fine, e scolate il liquido facendo attenzione a non metterlo 
	tutto per evitare i residui del fondo della pentola.
	
	Finiamo di scolare le vongole passandole sotto il getto d&amp;#8217;acqua del 
	rubinetto della nostra cucina, cosi&amp;#8217; per star sicuri di non scottarsi 
	e di pulirle ancora meglio (non troppo pero&amp;#8217; o perdono di sapore). 
	Sgusciamole quasi tutte, ma teniamone alcune con il guscio.
	
	Ora in una bella padella larga e fonda (che puo&amp;#8217; essere anche la stessa di 
	prima) iniziamo a cucinare il sugo vero e proprio, prendiamo olio 
	abbondante (almeno 4 cucchiai da cucina) aggiungiamo alcuni degli spicchi 
	d&amp;#8217;aglio che avevamo scolato insieme alle vongole, un po&amp;#8217; di peperoncino a 
	nostra discrezione e infine il prezzemolo tritato finemente, cuciniamo il 
	tutto a fuoco medio/basso per almeno 5 minuti.
	
	Aggiungiamo tutte le vongole, spruzziamo con del vino bianco e a poco a poco 
	uniamo anche il liquido che abbiamo tenuto da parte in precedenza, fino a 
	fine cottura.
	
	Scoliamo gli spaghetti al dente e mettiamoli insieme al sugo pronto per un 
	ultima scottata mentre rigiriamo bene in modo che si condiscano tutti per 
	bene.
	
	Serviamo con del buon vino bianco possibilmente molto freddo e buon 
	appetito! Avete cucinato facilmente un piatto davvero gustoso!
	
	
	Allora, è stata difficile questa ricetta per cucinare gli spaghetti 
	allo scoglio?
 
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		<title>Cucinare bene</title>
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Cucinare può essere 
un&amp;#39;operazione facile o difficile se ad esempio come prima lezione volete 
cucinare il pesce. I piatti a base di pesce infatti non si prestano ad imparare 
a cucinare bene e non è proprio un modo facile per imparare a cucinare. Meglio 
iniziare a cucinare un bel piatto di pasta oppure un antipasto, magari crudo. 
Col tempo però potremo imparare a cucinare bene e senza traumi seguendo consigli 
che possiamo trovare su dei semplici libri di cucina oppure sparsi per il web.
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